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GLI ASTEROIDI

Tra l’orbita di Marte e quella di Giove si trova la cosiddetta cintura degli asteroidi.

 

Si tratta di una zona dai confini non ben definiti che si trova compresa grossomodo tra le 2 e le 3,6 UA (UA= distanza media tra la Terra e il Sole) ed è caratterizzata dalla presenza di moltissimi asteroidi o pianetini. L’origine di questa fascia risale probabilmente ai primordi della formazione del  Sistema Solare e la sua scoperta risale a poco più di duecento anni fa.

In realtà già nel 1596 Keplero suppose la presenza di un corpo celeste tra le orbite di Marte e Giove, ma solo nel XVIII secolo grazie alle previsioni della legge di Titius-Bode e il perfezionamento della costruzione dei telescopi si scatenò la caccia a questi nuovi componenti del Sistema Solare. L’astronomo tedesco Titius scoprì che dalla successione d = 0,4+0.3 x 2n con n = 0,l.2.3.4....ecc, si ottenevano le distanze in UA dei pianeti Mercurio Venere. Terra. Marte, Giove e Saturno dal Sole. Stranamente a n=3 non corrispondeva nessun pianeta e quando, nel 1781, venne scoperto Urano e si seppe che la sua distanza dal Sole corrispondeva approssimativamente a quella fornita dalla legge di Titius con n=6. tutti gli astronomi si misero a cercare un qualcosa alla distanza data dalla formula con n3, a circa 2.8 UA. E in effetti, nel 1801. fu l’ astronomo Piazzi che scoprì il primo asteroide (ed il più grande tuttora conosciuto) al quale fu dato nome Cerere. Da quel giorno furono scoperti molti altri pianetini. dai più grandi, individuati visivamente, ai più piccoli. scoperti da poco con varie tecniche fotografiche.

Non tutti gli asteroidi sono compresi tra Marte e Giove in quanto esistono alcuni gruppi od oggetti isolati che hanno orbite molto differenti tra loro. Citiamo ad esempio i Troiani che suddivisi in due gruppetti si trovano sulla stessa orbita di Giove e formano un triangolo equilatero con il pianeta e il Sole. Vi sono poi vari asteroidi isolati, alcuni dei quali ruotano attorno al Sole arrivando ad intersecare anche l’orbita della Terra, altri invece compiono un giro molto più largo giungendo addirittura a lambire l’orbita di Saturno.

Oltre al moto di rivoluzione attorno al Sole ciascun asteroide compie anche un movimento di rotazione su se stesso con tempi che vanno da un minimo di circa due ore ad un massimo di alcuni giorni. Va detto che le dimensioni non condizionano particolarmente la velocità di rotazione di un pianetino, pertanto esistono alcuni piccoli asteroidi che ruotano in brevissimo tempo e altri più grandi che ruotano in parecchie ore. Piuttosto sembra che a determinare il periodo di rotazione sia la struttura chimica correlata ad altri particolari parametri.

Le dimensioni degli asteroidi variano da piccoli massi di qualche decina di metri a veri e propri pianetini con diametri di alcune centinaia di chilometri. In verità quest’ultima categoria è rappresentata da ben pochi esemplari “capeggiati” da Cerere, che ha un diametro di 1000 km (poco meno di un terzo di quello lunare). Anche la forma di questi oggetti é molto varia: solitamente quelli più piccoli hanno forme irregolari, mentre i più grandi sono di tipo sferico e la forte craterizzazione li fa somigliare molto a Mercurio e alla stessa Luna. L’origine degli asteroidi risale probabilmente ai primordi del Sistema Solare e si pensa che si tratti di pianeti che non sono riusciti a nascere. Non si sa con precisione come ciò sia accaduto, ma si pensa che grossi detriti scagliati dalla zona dove si stava formando Giove (probabilmente il primo pianeta a nascere nel Sistema Solare) abbiano disturbato quel sottile equilibrio tra le varie forze che contribuiscono in maniera determinante alla formazione di un pianeta. In pratica gli asteroidi non sono altro che gli antichissimi mattoni del Sistema Solare.

 

 

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Ultimo aggiornamento Giugno 2012