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SPAZIO PROFONDO CON POCA SPESA - MEADE DSI

Dopo avere sperimentato la ripresa planetaria con la webcam, sentivo l'esigenza di provare ad usare i moderni mezzi tecnologici  anche per riprendere qualche oggetto del cielo profondo, nonostante la mia postazione sia situata in centro città e quindi soggetta ad un forte inquinamento luminoso.
Oggi la panoramica dell'offerta disponibile è ampissima di ogni tipo di attrezzatura, dalle piu performanti e costose camere ccd di fascia alta, alle entry level che comunque sono già in grado di battere senza ombra di dubbio le capacità delle pellicole reflex che usavamo in un tempo lontano.
Fedele alla mia filosofia di ottenere quanto piu possibile con poca spesa, ho trovato sul mercato dell'usato una camera CCD Meade DSI prima versione a colori e con poco piu di un centinaio di euro me la sono aggiudicata.

Avevo precedentemente fatto qualche esperienza di riprese ccd con un'ottima camera SETI 245 risalente alla fine degli anni 90 e grazie ai preziosi e pazienti consigli di un caro e  ventennale amico astrofilo che me l'ha prestata, ho iniziato a capire i primi rudimenti della ripresa di oggetti deepsky, senza i quali comunque non avrei potuto pensare di iniziare questa attività. In effetti la ripresa degli oggetti dello spazio profondo comporta delle tecniche abbastanza differenti da quelle adottate per le riprese planetarie, e bisogna, prima di iniziare, fare propri alcuni concetti basilari per poter sfruttare le potenzialità di sensori tanto sensibili, e su come ottenere in fase di elaborazione i risultati voluti.  Come in tutte le cose, e come ho sempre consigliato a tutti di fare, mi sono guardato dal cercare su internet prove, impressioni o quant' altro per non farmi suggestionare da commenti o giudizi sulla camera in questione, e mi sono messo a fare un pò di prove direttamente sotto al cielo stellato.

Le caratteristiche tecniche della camera sono le seguenti : Sensore CCD a colori ad alta sensibilità Sony Super HAD - Pixels 510x492 (250.000 pixels) - Misure Pixel 9.6 micron (w) x 7,5 micron (h) - Conversione a /D 16 bit - Tempo di esposizione min/max da 1/10.000 a 1 ora.  Una caratteristica di questo strumento è che non è raffreddato tramite celle di Peltier ma è stata costruita in modo da limitare il calore attraverso un dissipatore ad alette posto sul dorso. In effetti quindi si riuscirà a portare la camera più o meno alla temperatura dell'ambiente esterno ma non più sotto come le camere ccd raffreddate, ma la casa costruttrice dichiara che la DSI è stata progettata per avere comunque un basso rumore di fondo.

Come modalità e facilità d'uso, questa camera ccd è molto simile ad una webcam, grazie anche all'intuitivo software di acquisizione a corredo che permette in un attimo, una volta inquadrato l'oggetto, di regolare il tempo di esposizione e visualizzare al monitor ciò che si sta riprendendo.


Che dire? sulla carta tutto qui, ma a me interessava uscire, puntare e provare sul cielo  cosa si poteva fare. I risultati poi sarebbero stati quelli e solo quelli a parlare. Una volta preparato il pc portatile e avviata la camera ho puntato subito M13 attraverso l'oculare. Poi ho tolto lo stesso ed ho inserito la DSI. Subito sul monitor attraverso la funzione LIVE del software di acquisizione Meade, sono apparse le prime stelle, pronte per
essere messe a fuoco. Una volta affrontato questo passaggio e immesso una posa di 4 secondi, mi è apparso l'ammasso stellare in tutto il suo splendore. Che dire? Io ero rimasto ancora ai vecchi tempi della reflex e delle pose da ore con guida a mano, e ritrovarmi li sul monitor M13 cosi ben definito non mi è parso vero!

 

M28 come appare in "diretta" con la funzione LIVE

Tengo a precisare che tutte le riprese che vedete sono state fatte dal centro della città di Padova, a pochi metri dai lampioni che illuminano a giorno il percorso del Tram, quindi con un inquinamento luminoso veramente al limite, e sinceramente non mi facevo troppe illusioni sul riuscire a catturare la debole luce degli oggetti che in visuale non erano quasi distinguibili.

A questo punto ho iniziato una serie di riprese provando vari tempi, dai 4 ai 15 secondi che potendo contare solo sulla precisione di inseguimento della montatura, rappresentano di fatto il massimo a cui si può aspirare senza fare guida. Fortunatamente anche qui la tecnologia ci viene in aiuto coi software di elaborazione che sono in grado di sommare le varie riprese di alcuni secondi restituendo un'immagine finale equivalente ad una di posa di alcuni minuti.
Ho effettuato poi a parte le riprese dei dark frame col telescopio tappato utilizzando di volta in volta gli stessi tempi delle riprese precedenti in modo da poterli sottrarre più tardi in fase di elaborazione. Il software Meade avrebbe una funzione automatica in grado di fare tutto questo, ma ho preferito evitare automatismi per capire bene le potenzialità della
camera ccd.

Il secondo bersaglio è stata M57 che sinceramente dubitavo di riuscire a vedere dal centro città dove mi trovo. Anche qui una sorpresa! Puntata e magicamente apparsa sul monitor con una facilità entusiasmante. Su questo soggetto ho effettuato una trentina di pose da 4
secondi l'una, sia in bianco e nero che a colori. Una volta eseguita la somma e l'elaborazione ho avuto la piacevole sorpresa di constatare come apparisse ben visibile anche la stellina in centro a M57 di magnitudine 15,75 nonostante il cielo inquinato dalle luci dei lampioni. Un bel risultato.
Qualche giorno dopo ho fatto qualche altra prova su M4 nello Scorpione e M28 nel Sagittario con una luna purtroppo molto luminosa e praticamente vicinissima ai soggetti. Anche in questo caso è stato bellissimo vedere come gli oggetti apparivano magicamente sul monitor
mentre in visuale erano solo appena percettibili e immersi nel chiarore lunare.
Ho fatto varie prove a colori e in bianco e nero, ed in tutti i casi sono uscite immagini piuttosto interessanti. Elaborare quelle a colori è forse più impegnativo, ed il bilanciamento degli stessi colori probabilmente non è proprio ottimale, ma come prima prova non chiedevo che testare le potenzialità della camera che mi pare siano più che interessanti.

Come ulteriore passo ho acquistato la ventola di raffreddamento che propone la Meade per la sua DSI , con l'intento di abbassarne la temperatura. In effetti avrei potuto costruirmi facilmente qualcosa di simile ma tra il tempo necessario e i materiali da trovare forse avrei speso lo stesso. Inoltre questa della Meade è fatta decisamente bene, i piedini che la collegano alla camera sono in gomma per non indurre vibrazioni e i materiali sono decisamente di buona qualità. Inoltre è già fornita di contenitore per 8 batterie stilo come alimentatore.  Con questo accorgimento in realtà non si abbassa la temperatura ma semplicemente si disperde meglio il calore prodotto, quindi probabilmente il suo utilizzo sarà più utile nei mesi estivi che in quelli freddi invernali. Saremo a vedere.


 

Concludendo non posso che essere contento delle prestazioni di questa piccola ed economica camera ccd, che a scapito delle caratteristiche su carta non esaltanti, mi sta permettendo di effettuare delle buone riprese di oggetti del profondo cielo senza spendere cifre "astronomiche" e facendomi divertire non poco.


 

Ancora una volta quindi, si può ribadire il concetto che, avendo voglia di sperimentare ed imparare, spesso bastano mezzi anche semplici per riuscire ad ottenere risultati interessanti ed appaganti, e comunque alla portata di chiunque, cosa che qualche decennio fa per la maggioranza degli astrofili, non era neanche lontanamente immaginabile.

 

 

Tutti i marchi citati appartengono ai legittimi proprietari

Ultimo aggiornamento Giugno 2012