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 SUI PICCOLI STRUMENTI

  > Premessa

Ho deciso di scrivere queste poche righe soprattutto a beneficio di coloro tra i più giovani che sono arrivati al mio piccolo sito e, vedendo la tipologia di strumenti che utilizzo, magari si chiedono perchè dopo 30 anni di attività di astrofilo non possegga un grande strumento e non mi dedichi all' astrofotografia cosiddetta "seria".
Il motivo è presto detto.  Ho posseduto in passato strumenti di ottima fattura, newtoniani e Schmidt-Cassegrain di generoso diametro e relativo"ingombro" che ho utilizzato soprattutto per l'osservazione planetaria in concomitanza con le "campagne" di osservazione della sezione pianeti dell'UAI. All'epoca, primi anni 90, le camere ccd non erano appannaggio che di pochi fortunati più ricchi e l'utilizzo di webcam per l'astronomia non era ancora stato neanche pensato da nessuno. Quindi le osservazioni venivano riportate unicamente mediante disegni e stime delle intensità riprodotte sulle schede UAI apposite e tutto questo fungeva da "palestra" molto istruttiva per gli astrofili che si cimentavano in questa attività.

    


Alla fine degli anni ottanta avevo potuto utilizzare il telescopio Newton/Cassegrain di 40 cm dell'osservatorio del Gruppo Astrofili di Padova, anzi si può dire che lo stesso fu proprio battezzato dal sottoscritto e da alcuni amici giovani astrofili che ebbero la fortuna di formarsi in quell' ambiente ricco di stimoli e di potenzialità. Credo tra l'altro che tra le prime riprese di Giove, Saturno e Marte per provare lo strumento ci fossero proprio le nostre (che conservo ancora gelosamente).

   


Quindi diciamo che strumenti grandini ne ho utilizzati..

Perchè allora cimentarmi ora con piccoli strumenti al limite del "giocattolo"?

 > Piccolo è bello

Diciamo che è un poco un tornare alle origini, e che da alcuni anni ho deciso di tornare al puro gusto di riscoprire le emozioni che tutti voi giovani astrofili conoscete e provate ogni notte che uscite col vostro piccolo strumento a girovagare tra le meraviglie del cielo stellato.

E ancor più lo scopo di questo sito è quello di essere, nel suo piccolo, uno stimolo per coloro che si avvicinano a questa passione e che magari, nell'epoca del super consumismo, pensano che con mezzi "poveri" non potranno mai riuscire a trarre soddisfazione da questa attività.

Il web oggi fortunatamente è ricco di mezzi per informarsi e "formarsi" su tantissimi aspetti dell' astrofilia, anche se io consiglio sempre di apprendere quanto più possibile sotto il cielo stellato e non dietro ad un monitor.                                                                                     Purtroppo sui forum di astrofili qualche volta ho notato  discussioni e diatribe su questioni, tecniche o meno, riguardanti le caratteristiche di strumenti in realtà favolosi e costosi che ai miei tempi neanche ci sognavamo, quasi come se il possesso di questo o quel mezzo tecnico/tecnologico fosse più importante di condividere la comune passione per il cielo. Personalmente da anni seguo diversi forum di astrofili, italiani e esteri, ma mi sono sempre limitato a leggerne i contenuti ma a non partecipare attivamente, poiché a volte ho notato atteggiamenti poco pazienti con chi comincia con mezzi semplici che mi hanno lasciato amareggiato.
Infatti l'altro consiglio che mi sento sempre di dare è quello di seguire pure le discussioni su internet ma di praticare l'attività di gruppo attraverso la partecipazione attiva ad un'associazione di astrofili.

 > Come e cosa osservare

Dopo questo piccolo preambolo, se avrete avuto la pazienza di leggermi fino a qui, vorrei in primo luogo rincuorare coloro che stanno iniziando con un piccolo strumento, che quello che hanno tra le mani probabilmente permetterà loro, se usato nel modo giusto, di osservare molto più di quello che immaginano. Già con un semplice binocolo molti oggetti come galassie,
nebulose o ammassi stellari, possono essere osservati con facilità. Con piccoli rifrattori di 6 o 7 cm di diametro o riflettori intorno ai 10 cm si apre un mondo. I minuti particolari di Giove, gli anelli di Saturno, le fasi di Venere, le calotte polari di Marte, senza parlare delle osservazioni lunari, sono agevolmente alla portata.

Nel profondo cielo sono tantissimi gli oggetti del catalogo di Messier, galassie, nebulose, ammassi stellari, che possono essere gustati nella loro bellezza. Gli strumenti detti "per principianti" possono essere in realtà una miniera di osservazioni e di affascinanti scoperte.

La cosa più importante prima ancora dello strumento è però il saperlo usare.

Ho conosciuto persone che si lamentavano con me di come vedessero "piccoli" i pianeti e spesso ho fatto osservare galassie o nebulose molto ben visibili a persone digiune di astronomia che non riuscivano a "vedere" nulla.
La cosa è abbastanza normale.
Come per diventare sommelier bisogna imparare ad assaggiare i vini e ad affinare il palato alle diverse sfumature dei gusti, in astronomia bisogna poco a poco imparare ad usare la vista nel modo giusto, utilizzando cioè quelle tecniche basilari che comportano l'adattamento al buio, l'uso della visione distolta (utilizzare cioè la "coda dell'occhio" che è la parte periferica della retina più sensibile) e soprattutto sapere e "capire" cosa si sta osservando.
Questo è importante per non creare aspettative impossibili e restare delusi attribuendo magari la colpa al nostro piccolo povero strumento.

Molto spesso il cambio di telescopio per un diametro superiore è dovuto proprio al credere che "non vedo perchè non è abbastanza grande". Questo è vero se si comincia la propria attività di astrofilo con la pretesa di osservare deboli galassie o nebulose di magnitudine estrema ( che senza saper osservare non si vedranno comunque), ma non lo è del tutto nella
stragrande maggioranza degli altri casi.
Ovviamente la maggiore capacità di raccolta di luce è fondamentale per ottenere osservazioni più dettagliate, ma bisogna ricordare che spesso al maggior diametro corrisponde una maggiore sensibilità alla turbolenza atmosferica, la necessità di un maggior tempo di acclimatazione dello strumento, il bisogno di recarsi sotto cieli bui, un ingombro superiore e cosi via, quindi può succedere che in realtà lo strumento "grande" lo si usi molte meno volte all'anno di uno più piccolo e più facilmente utilizzabile.

                     

Inoltre all'aumentare del diametro del telescopio deve aumentare anche l'esperienza su quelle tecniche che ho elencato prima, altrimenti i risultati che si otterranno saranno paradossalmente più deludenti di quelli ottenuti con un telescopio più piccolo. I pianeti continueranno ad essere "piccoli" e le nebulose ad essere invisibili.

 > Studi possibili

Sapendolo sfruttare un piccolo strumento può essere utilizzato proficuamente per tantissimi anni appagando l'appassionato tanto quanto possederne uno molto più grande.
Oltre che dedicarsi all'osservazione della luna, dei pianeti e degli oggetti deboli, con un piccolo strumento si potranno effettuare  osservazioni sulle macchie solari (usando gli appositi filtri)calcolarne le coordinate eliografiche e determinare il numero di Wolf.

      

Inoltre si potranno eseguire stime di intensità sulle stelle variabili, si potranno seguire le orbite delle comete e degli asteroidi più brillanti, si potranno osservare e misurare le distanze angolari tra stelle binarie, e altre tantissime attività impegnative che potranno culminare addirittura con la partecipazione ai moderni progetti di ricerca di pianeti extrasolari, come fatto da un collega astrofilo molto bravo con un newtoniano da 114 mm di diametro, di cui potete vedere il lavoro al seguente indirizzo :

 http://www.astrosurf.com/forever114/TransitiHd80606.html  (cortesia Giorgio Corfini) 

 > La fotografia

Anche nel campo della fotografia astronomica le possibilità sono moltissime. E' possibile con una semplice webcam (adatta all'uso astronomico cioè dotata di sensore ccd abbastanza sensibile) ottenere immagini dei maggiori pianeti che anni fa era difficilissimo ottenere con le fotocamere reflex.
Diventa cosi possibile con un poco di pratica e poca spesa, immortalare la danza dei satelliti di Giove attorno al pianeta, il transito della sua Macchia Rossa, gli anelli di Saturno di anno in anno in posizioni diverse, il modificarsi delle calotte polari di Marte e tanti altri particolari planetari affascinanti. Basterà recarsi poi in una zona di montagna abbastanza buia con una piccola reflex analogica munita di obiettivo d 50mm e un cavalletto, per immortalare intere costellazioni e gli oggetti più brillanti che vi si trovano, con appena qualche secondo di posa.
Volendo poi impegnarsi con l'uso della propria strumentazione, si potranno ottenere immagini bellissime dei più brillanti ammassi stellari, galassie e nebulose apprendendo le tecniche necessarie ad effettuare lo stazionamento del telescopio e  l'inseguimento degli astri nella volta celeste anche senza l'uso di computer o motorizzazioni sofisticate.   Attività che vi potranno impegnare per anni.

 > Cambiare..perchè?

Quando si raggiungerà l'esperienza per saper apprezzare e usare un nuovo strumento più grande, si potrà decidere se fare il grande passo, ma allora si sarà raggiunta anche la maturità necessaria per essere ben consapevoli delle proprie reali esigenze.
Se vi state chiedendo da quale emisfero stiamo osservando, cos'è lo stazionamento, quanto grande è un secondo d'arco e via dicendo, sappiate che attraverso l'uso anche del più piccolo degli strumenti oggi in commercio potrete impadronirvi di tutte quelle fondamentali nozioni teoriche e soprattutto pratiche senza le quali qualunque grande telescopio diverrebbe per voi solo fonte di grande insoddisfazione.
E non è detto che una volta che vi siate realmente resi conto di quante cose potete imparare e quante cose potete vedere con quel piccolo tubetto che avete tra le mani, non decidiate di farne un affezionato compagno di avventure per molto, molto tempo.

Oggi leggo spesso commenti sull'impossibilità di fare osservazioni, foto e riprese con montature e strumenti al di sotto di certe caratteristiche ( e costi ) che ai miei tempi erano già considerate attrezzature avanzate, ma il consiglio che io do è quello di mettersi comunque a provare e riprovare con quello che si possiede, dando più fiducia alle proprie capacità che alle caratteristiche dello strumento usato. Venticinque anni fa, noi facevamo attività con strumenti ben al di sotto di quelli che oggi sono definiti "minimo utilizzabile", ci divertivamo tantissimo e imparavamo altrettanto, ottenendo a volte anche dei bellissimi risultati.
Ancor più oggi che anche i piccoli strumenti sono quasi sempre di buona fattura e dotati spesso di accessori di prim'ordine, si possono ottenere con poca spesa e tanta passione dei risultati veramente eccezionali.

Concludo consigliando vivamente di non buttare tutto alle ortiche volendo "gareggiare" con chi fa la foto più bella o più dettagliata usando lo strumentone da migliaia di euro, come a volte  vedo fare, ma ricordate sempre che il telescopio è alla fine solo uno strumento più o meno tecnologico, uno strumento attraverso il quale affinare la vostra conoscenza del cielo e la vostra capacità di "osservare e capire", e non solo "guardare", le straordinarie bellezze che appariranno ai vostri occhi.

 

 

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Ultimo aggiornamento Giugno 2012