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IL RIFLETTORE NEWTON
In questi ultimi anni l’astronomia ha suscitato un interesse crescente, a cui hanno contribuito sia le splendide missioni spaziali, sia le sempre più frequenti scoperte fatte con i più potenti strumenti terrestri.
Questo accresciuto interesse si è rivolto anche e non a caso verso gli strumenti atti a soddisfare il desiderio di gustare le bellezze che da sempre l’Universo custodisce.
Grazie alla produzione proveniente soprattutto dalla Cina in questi ultimi anni il mercato offre moltissima scelta di prodotti abbastanza buoni che permettono a chiunque con modesta spesa di iniziare ad osservare il cielo.
Cercherò di dare, in queste poche righe, delle informazioni di base specie per chi non è uno specialista e vuole conoscere più da vicino pregi e difetti di strumenti che sino a pochi anni fa erano alla portata solo di pochi fortunati.
Apprendere il funzionamento di uno strumento à già un avvicinarsi alle bellezze dell’infinito ed è il primo passo verso l’acquisto  oculato di un qualcosa che ci permetterà interessanti osservazioni.
Lo strumento che prenderò in esame in è il telescopio riflettore, o a specchio,che sfrutta il sistema più semplice tra i tanti esistenti: parliamo del Telescopio Riflettore Newton.

Lo schema newton presenta nella parte posteriore del telescopio uno specchio primario concavo (SP) e uno specchietto secondario (SS) inclinato di 45° rispetto all’asse del telescopio posto poco prima del fuoco (F) dello specchio primario.
Questo specchietto ha il compito di riflettere la luce che proviene dallo specchio primario e di formare l’immagine all’oculare (oC) nella parte superiore del tubo.
Ciò consente una comoda visione di tutti gli oggetti celesti,senza bisogno di scomode posizioni.
L’oculare, posto al fuoco dello strumento, permette l’ingrandimento anche notevole dell’immagine.


Su questo argomento vale la pena di spendere due parole per chiarire (questo vale per tutti gli strumenti) il problema ingrandimento-telescopio che alcuni erroneamente interpretano.
Per quanto possa sembrare strano l’ingrandimento non è la cosa più importante tra le funzioni di un telescopio.
Quante volte ci sarà capitato di sentire:”telescopio professionale 1000 ingrandimenti! “,come se l’ingrandimento fosse tutto. E invece non c’è niente di più errato.
La qualità di un telescopio non dipende solo dalla sua possibilità di ingrandire, ma soprattutto dalla sua capacità di raccogliere la debole luce degli astri. Il diametro dello specchio primario,cioè lo specchio (o della lente sui rifrattori) è in realtà il fattore più importante. Una cosa altrettanto importante poi è la qualità della realizzazione dell’ottica.
Più perfette saranno le ottiche più nitida e dettagliata sarà l’immagine prodotta all’oculare.
Naturalmente a poco serve avere uno strumento buono, con ottiche perfette,se poi si usano oculari scadenti.
Per quanto riguarda gli ingrandimenti inoltre ogni strumento ha un tetto limite, oltre al quale non conviene mai andare. E’ inutile infatti avere ingrandimenti fortissimi se poi si perde tutta la finezza dell’immagine. Quindi è meglio ingrandire meno ma riuscire a gustare tutti i fini particolari osservabili.
L’ottica dei riflettori solitamente presenta poche superfici lavorate, ma realizzate con grande precisione. Ciò nonostante il costo di un riflettore è senza ombra di dubbio inferiore ad un rifrattore di pari diametro poiché le superfici ottiche sono meno difficoltose da realizzare.

I riflettori non soffrono di aberrazione cromatica o altri fastidi alle ottiche tipici dei rifrattori poiché la luce viene riflessa direttamente dallo specchio primario e la luce viene raccolta al fuoco senza passare per sistemi di lenti.
Altri inconvenienti per questo tipo di telescopio sono dovuti al fatto d’essere costituita da un tubo aperto nella sua parte anteriore, quindi di subire variazioni dovute alla temperatura esterna, e di
dover rialluminare ( rifare lo strato di materiale riflettente posto sopra lo specchio) di tanto in tanto per poter sfruttare al meglio le caratteristiche ottiche dello strumento; inconvenienti di entità minore, comunque, se paragonati ai grandi vantaggi quali la luminosità e la semplicità d’uso.
La luminosità di un riflettore dipende dal rapporto diametro/ focale. Quando diciamo che un telescopio lavora a f8 ad esempio vuol dire che il diametro dell’obiettivo è un ottavo della sua focale.
Quanto più la focale aumenta, a parità di diametro, tanto più diminuisce la luminosità.
Per questo spesso si scelgono strumenti di diametro uguale ma di luminosità differenti a secondo degli oggetti celesti che si preferisce osservare.
Ad esempio, nel caso dei Newton, una luminosità pari a f6 - f8 può essere classificata per usi generici; una luminosità di f4 - f6 si presta a meraviglia per l’osservazione e la fotografia di oggetti deboli e diffusi che richiedono appunto grande luminosità. Per oggetti deboli e diffusi si intendono nebulose, galassie, comete e in genere tutti quei casi oggetti che si presentano di scarsa luminosità apparente. I telescopi riflettori dotati di maggior focale (f10 – f12) sono i catadiottrici tipo Maksutov Cassagrain o Schmidt Cassagrain che sono dotati di lastre correttrici in vetro ottico che permettono l’allungamento della focale. Proprio per la perdita di luminosità a ciò dovuta questi strumenti sono indicati soprattutto per l’osservazione ad alta risoluzione di luna e pianeti.

 

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Ultimo aggiornamento Giugno 2012